Avis: nuove sfide. Era il motto scelto per la nostra assemblea annuale. E su questo tema si è svolto un interessante dibattito.
Domenica 3 aprile, in un clima gradevole e rilassato, si è svolta a Dietlikon la 46° assemblea generale dell'Avis in Svizzera. La giornata era molto bella e i delegati delle Avis comunali sparse in tutta la Svizzera hanno potuto raggiungere la sede scelta quest’anno senza troppe difficoltà. Ospiti graditi il consigliere nazionale dottor Pasquale Spagnuolo e il console
aggiunto, Dottor Maurizio Busanelli. Chi per altri impegni non ha potuto essere presente, come l'ambasciatore italiano Giuseppe Deodato, il presidente del Comites, Paolo Da Costa, e il direttore del Servizio trasfusionale della Croce Rossa Svizzera, Dott. Rudolf Schwabe, non ha comunque voluto far mancare il suo augurio di buon lavoro e di una proficua assemblea, sottolineando l’importanza di questo momento associativo.
Ad accogliere quest’anno l’assemblea è stata Dietlikon, una cittadina ai confini della città di Zurigo, che conta quasi 7000 abitanti e, con un concentrato di centri commerciali e negozi, dà lavoro a circa 5000 persone.
La locale Avis, nata dalla vicina Zurigo, è stata fondata nel 1980 da Giacomo Rimmaudo che, tanti di noi hanno avuto il piacere di conoscere. Eravamo già stati ospiti di Dietlikon nel settembre 2008, allora la comunale aveva organizzato con grande capacità la giornata formativa e quest’anno ha fatto il bis: per loro certamente un grande lavoro, ma ci hanno regalato una bella giornata.
La presidente della Comunale ospitante, Marianna Di Lorenzo, è un buon esempio delle giovani generazioni di italiani, bene integrati, spesso doppi cittadini, ma che non hanno dimenticato le tradizioni italiani. Occupata la mattina, perché erano in corso le votazioni comunali e, in quanto dipendente comunale, partecipava alle operazioni di voto, la presidente non ha mancato di prepararci la sera prima uno splendido Tiramisù e ha lasciato il compito di accoglierci ai membri del direttivo e ad altri soci della sua comunale: il vicepresidente Aurelio Chiapparini, la segretaria Rosalba Pulizzi, il tesoriere Franco Mattacchione e il marito di Marianna, Franco Di Lorenzo, hanno fatto a gara per accoglierci al meglio e darci un ottimo pranzo. Graditi ospiti della nostra assemblea sono stati il consigliere nazionale, dottor Pasquale Spagnuolo e il console aggiunto, dottor Maurizio Busanelli.
Il console Busanelli ci ha portato anche l’augurio del console generale, ministro Mario Fridegotto, e, dopo aver ringraziato l’Avis a nome del consolato di Zurigo per il suo impegno nel volontariato, ha espresso il suo apprezzamento per la RELAZIONE MORALE del presidente, della quale sottolinea alcuni punti: l’accenno all’unità del paese, la gratificazione che deriva dall’impegno nel volontariato e il lavoro di integrazione degli stranieri nell’ambito di un ideale comune. Il dottor Spagnuolo, consigliere nazionale del Molise, ci ha portato il saluto del Nazionale e quello personale del presidente Saturni. Dopo aver ricordato che quest’anno l’assemblea nazionale si svolgerà a Bergamo, città simbolo, come Torino, dell’unità d’Italia, visto che da Bergamo partirono i primi garibaldini, ha elogiato gli italiani emigrati in Svizzera, che hanno dimostrato coraggio nel partire, lasciando casa, famiglia e amici e trovando una terra che, agli inizi non era certo accogliente. Malgrado le difficoltà incontrate, gli italiani hanno saputo contribuire alla crescita economica della Svizzera e insegnare ai locali i valori del volontariato. In Italia questi concetti dopo più di 80 anni sono molto ben radicati e ormai l’Italia li esporta: vedi il caso dell’AVAS (Associazione Volontari Argentini del Sangue), fondata in Argentina sul modello dell’AVIS italiana. Analogo lavoro si sta facendo ora in Cile ed Ecuador, terra che ha visto tanti emigranti italiani arrivare.
Un momento associativo
20 sezioni su 21 esistenti in Svizzera. Si ritrovano insieme e condividono i loro successi e i loro problemi. E’ stato anche quest’anno utile e istruttivo sentire i vari presidenti delle Avis comunali parlarci dei loro successi e delle loro difficoltà. Baden, ad esempio ha ottenuto un traguardo addirittura storico: è riuscita a installare presso il centro trasfusionale un terminale grazie al quale vengono informati “in tempo reale”, come si dice oggi, delle donazioni dei loro soci. Porrentruy e Delèmont raccolgono 4 volte l’anno il sangue nella loro zona, raccogliendo in totale più di 1200 sacche di sangue. Un successo enorme, che vale la pena di sottolineare. Molte sezioni stanno tesserando nuovi soci donatori e, ogni anno, aumentano considerevolmente il numero dei loro iscritti. Certo, a fianco di questi successi ci sono anche difficoltà: soprattutto nel trovare membri del direttivo, e, come ci hanno detto le comunali inserite nella Svizzera romanda, anche l’uso dell’italiano è spesso un problema con le seconde o terze generazioni.
Siamo italiani: parliamo italiano
A fronte di questa difficoltà è venuto dall’assemblea un invito forte: manteniamo la nostra italianità. E’ qualcosa di cui essere fieri. Non è qualcosa di cui ci dobbiamo vergognare. Tra l'altro l'italiano è una delle lingue nazionali della Svizzera. E' bene ed è un vantaggio per i nostri figli se lo sanno.
L'Avis è una associazione italiana: uno spunto in più a conservare e coltivare le nostre radici. Nell’anno nel quale si festeggiamo i 150 anni dell’Unità d’Italia, facciamo uno sforzo in più per stimolare nei nostri figli e nei nostri nipoti l’amore e il rispetto per la nostra patria, la nostra lingua, le nostre radici, i nostri valori.
Donatori sì, soci Avis no. Cosa fare
Un altro problema emerso durante questa assemblea è quello delle persone che volentieri diventano donatrici di sangue, ma non vogliono iscriversi all’Avis. La nostra risposta qui deve essere pragmatica: è chiaro che il nostro scopo è quello di trovare nuovi donatori. Se poi non si vogliono iscrivere, pazienza. Fanno la cosa più importante: donano il sangue. Alle comunali che hanno questo problema, abbiamo suggerito di risolverlo nel modo più semplice: tenendo due adressari. Uno interno, per convocare i soci e gli altri donatori alle feste e manifestazioni locali e uno, ufficiale, con solo gli iscritti avisini, aventi perciò diritto di voto. Ma in nessun modo allontanare i donatori. Siamo ormai la sola associazione di donatori esistente sul territorio della Confederazione, sia il gruppo del Birsek, che quelli di Emmenbrücke e di Lucerna sono scomparsi, non perdiamo terreno e continuiamo con il nostro lavoro di sensibilizzazione sul dono del sangue.
Giornata formativa
Ci sono stati numerosi interventi su questo argomento; sostanzialmente tutti sono d’accordo che si debba continuare a farla ma, vista la scarsa partecipazione delle sezioni (circa il 50%) negli ultimi anni, il direttivo regionale ha ritenuto per il 2011 di soprassedere e di riproporla per il prossimo anno, previo un formale impegno da parte di tutte le comunali.
Votazioni
Tutte le relazioni sono state approvate all’unanimità come pure la mozione finale, dando quindi un segnale di unità e confermando la fiducia al direttivo regionale.
L'assemblea è stata chiusa con l'approvazione della MOZIONE FINALE.
Dopo il pranzo e il caffè ci siamo lasciati, dandoci appuntamento l’anno prossimo a Ginevra con la certezza che anche là troveremo ad accoglierci buoni amici e una accoglienza fraterna.
Ilaria Giacosa, Vittorino Pauletti
ALCUNE IMMAGINI DELLA GIORNATA
Cari soci, gentili ospiti, cari amici.
Sono lieto di darvi il benvenuto alla 46a assemblea annuale. Prima di cominciare domando a tutti un momento di silenzio in memoria di tutti gli Avisini defunti.
Desidero inoltre fare i migliori auguri a tutti coloro che per motivi di salute oggi non possono essere qui con noi, a loro vada il nostro augurio di una pronta guarigione.
Il motto proposto per l’assemblea regionale quest’anno è: “Avis: Nuove sfide ”.
E’ un motto impegnativo, ce ne rendiamo conto, ma impegnativa è l’attività dell’Avis da quando è stata fondata e non smette mai di esserlo, anche se, di anno in anno, di decennio in decennio cambiamo alcuni obiettivi, pur nella conservazione dell’obbiettivo base: la raccolta del sangue .
Riprendendo le parole del presidente nazionale Saturni, pronunciate nel suo messaggio di auguri per il 2011, “L'anno che sta giungendo sarà sicuramente ricco di stimoli per Avis e per il volontariato. … verranno celebrati i 150 anni dall'Unità d'Italia e l'Anno Europeo del Volontariato. Due momenti importanti per la nostra nazione, due ricorrenze significative anche per le nostre attività.
La donazione di sangue rappresenta un semplice, ma essenziale gesto di gratuità e generosità in grado di contribuire a garantire una adeguata risposta alle esigenze trasfusionali di un sempre maggior numero di persone. Ma il nostro gesto è anche anonimo, altruistico, dettato da forti motivazioni interiori che sfociano in una disponibilità per chiunque abbia una necessità di supporto trasfusionale, indipendentemente dall'età, dal genere, dal colore della pelle e quindi ha un forte valore simbolico di universalità che travalica i confini geografici. Pertanto un'associazione di volontariato come Avis, che ha scelto di essere una rete di tante associazioni che si riconoscono in obiettivi comuni ed il sistema sangue italiano, di cui siamo protagonisti, che è strutturato in modo da garantire livelli di assistenza trasfusionale uniformi a tutti i cittadini, rappresenta sicuramente un esempio di unità del nostro Paese.
D'altro lato la gratuità e il dono, proprie di Avis, costituiscono l'essenza del volontariato. Volontariato che, in base ad una delle possibili definizioni formulate nel tempo, costituisce una parte fondamentale di ogni civiltà e società ed è considerato come un insieme di iniziative senza profitto, senza retribuzione e senza prospettive di carriera, che i singoli intraprendono per il benessere dei propri vicini, della propria comunità o per la società in generale ed assume molteplici aspetti. Il volontariato rappresenta una risorsa non quantificabile, ma fondamentale per la soluzione di innumerevoli problematiche con cui ci confrontiamo quotidianamente. Rappresenta anche una fonte importante di gratificazione per il singolo che decide di dedicare il proprio tempo ad iniziative volontarie, modificando il proprio stile di vita in senso positivo, di attenzione all'altro, di condivisione, di solidarietà, di contrapposizione all'egoismo diffuso, di dare senza nulla chiedere in cambio. È con queste premesse che il Consiglio d'Europa ha deciso di intitolare il 2011: “Anno europeo delle Attivitá Volontarie che promuovono la Cittadinanza Attiva”, per incoraggiare e sostenere gli sforzi della Comunità, degli Stati membri, delle autorità locali e regionali per creare per la società civile condizioni favorevoli al volontariato nell'Unione europea e per aumentarne la visibilità. “
Due forti sfide, da perseguire nel 2011 e oltre. Ma la missione dell’Avis, in Svizzera come in Italia, è anche e soprattutto quella di cercare nuovi donatori.
In Italia il panorama dei possibili donatori è cambiato negli ultimi anni e la nostra associazione - composta ormai da più di 1.200.000 associati - stimola attraverso la sua opera di propaganda anche gli stranieri che vivono e lavorano nel nostro paese a questo. La sfida per l’Avis italiana è dunque quella di raggiungere anche queste comunità e presentare loro la nostra attività. Partendo da una piattaforma comune non politica, non religiosa, non razziale, ma solo “umana” di spingere questi gruppi a donare il sangue insieme a noi. Con questo gesto, con questo stimolo offriamo a loro una via di integrazione nel rispetto della loro identità. Noi che viviamo da tanti anni in un paese straniero, conosciamo questo problema, anche se quando siamo arrivati qui in Svizzera la situazione era diversa e la spinta a donare il sangue è partita da noi e non dal paese che ci ospitava. Nel creare le nostre Avis comunali, però, e nel dono del sangue abbiamo più o meno consciamente da un lato creato delle strutture che ci aiutavano a conservare la nostra identità di italiani e dall’altro ci siamo integrati nelle comunità nelle quali vivevamo, dimostrando che eravamo dotati di senso civico e facendoci quindi rispettare.
La sfida di oggi è dedicata alle nuove generazioni che sono integrate, e questo è un bene, ma che noi speriamo conservino anche la loro e nostra identità di italiani, perché anche questo è un grande valore e se dagli svizzeri possiamo imparare un forte senso civico, agli svizzeri possiamo insegnare un forte impegno, tutto italiano, nel volontariato. L’altra sfida è quella di mutare il nostro approccio ai giovani: proprio perché bene integrati nella società svizzera, essi sono infatti più difficili da raggiungere con i mezzi di propaganda di una volta, quali la partecipazione alle feste, le tombole, ecc. Per “modernizzarci” abbiamo creato un sito internet che, senza falsa modestia, ci pare bello e interessante, con la speranza che anche le Avis comunali presenti sul territorio svizzero facciano i loro siti e li rendano sempre più attraenti per i giovani.
Venendo al nostro lavoro nel 2010, esso è stato quello di sempre: seguire il lavoro delle sezioni presenti sul territorio della Confederazione, aiutarle se necessario e dove possibile, organizzare l’assemblea annuale, come da statuto, e organizzare la ormai tradizionale giornata formativa.
La giornata del 2010, che si è tenuta a Zurigo il 19 settembre, si è svolta all’insegna della Calabria, una regione nella quale il lavoro dell’Avis è in grande sviluppo e ottiene ogni anno traguardi sempre più importanti. Abbiamo avuto il piacere di accogliere a Zurigo una delegazione dell’Avis di tale regione, costituita da dirigenti provinciali e comunali e da medici che ci hanno fatto compagnia e illustrato temi di grande interesse. In particolare ricordiamo i due medici, Saverio Stranges, professore associato e ricercatore presso l’Università di Warwick in GB e Gregorio La Cava, urologo, dirigente medico ASP Crotone, che hanno svolto temi di notevole interesse. Con loro c’era anche l’amico Antonio Folino, che per molti anni è stato segretario dell’Avis comunale di Zugo e ora, tornato in Calabria, è fondatore e presidente dell’Avis di Simeri Crichi.
Purtroppo una volta di più è da sottolineare come, malgrado si scelgano temi di attualità e oratori di primario livello e si avverta per tempo della data della giornata formativa la partecipazione sia sempre scarsa. Erano infatti presenti solo rappresentanti di 10 sezioni su 21.
A conseguenza dell’impossibilità di risvegliare l’interesse di sezioni e soci nel 2011 non organizzeremo la giornata formativa, che si risolve purtroppo solo con un esborso di denaro e una figuraccia fatta nei confronti degli ospiti.
Notiamo però una lieve ripresa nelle attività delle sezioni e cresciamo nel numero di nuovi soci avisini, con la sezione di Zugo prima, seguita da Baden, Uster e Ginevra. È bello notare che anche altre sezioni hanno nel 2010 fatto nuovi soci, citiamo: Zurigo, Olten, Dietlikon, Liestal, Frauenfeld, Grenchen.
Mentre a Porrentry quest’anno aumenteranno il numero da 3 a 4 volte la raccolta del sangue.
A Zurigo, nella prima raccolta sangue del nuovo gruppo Limmatal, hanno anche collaborato 5 volontari della sezione di Uster. La donazione è stata preparata bene con molta informazione ai connazionali. La prossima volta sarà fatta coordinando le associazioni e con la partecipazione dei pompieri.
Come sempre è proseguito nel corso del 2010 il nostro impegno di propaganda, nelle scuole, nelle feste e riunioni dove sono presenti molti connazionali e, soprattutto molti giovani. L’impegno del regionale e di alcune sezioni comunali nel partecipare ad eventi sportivi è stato apprezzato anche dal Servizio trasfusione di sangue CRS, che ha contribuito ai costi derivanti dalla partecipazione ad una di queste manifestazioni. Il primo frutto di questa propaganda si è visto nell’organizzazione di un nuovo gruppo di donatori a Dietikon (parte della sezione di Zurigo) e di una prima donazione collettiva che speriamo raccolga donatori nel Limmattal.
Oltre a questi impegni siamo sempre a disposizioni delle Avis comunali, delle quali seguiamo il lavoro e presso le quali possiamo intervenire a sostegno, se richiesti.
Il lavoro delle sezioni comunali va avanti come sempre, con qualche difficoltà, soprattutto nel sostituire i quadri direttivi, ma anche con grande impegno e per questo impegno ringraziamo tutte le sezioni e i loro direttivi.
Le donazioni effettuate nel 2010 sono state 1598 e i nuovi soci donatori iscritti 72.
In conclusione il bilancio del 2010 può essere considerato positivo, grazie anche alla piena collaborazione di tutti i nostri soci.
Per il consiglio direttivo
Il presidente Vittorino Marsetti
L’assemblea dei delegati riunitasi in occasione della 46a assemblea generale dell’AVIS Svizzera:
Ringrazia l’AVIS Nazionale per il sostegno e per il contributo che concede al’Avis Svizzera
Auspica un rinnovato impegno nel volontariato per affrontare le nuove sfide generazionali
Prende atto con piacere che in molte sezioni è in corso un attivo tesseramento di nuovi soci donatori
Auspica che sempre più sezioni comunali aprano un loro sito e che quelle che già l’hanno lo aggiornino con frequenza, in modo che esso possa costituire un utile e moderno veicolo di propaganda.
Invita le sezioni in difficoltà ad avvalersi maggiormente dell’aiuto del direttivo regionale per superarle
Auspica che i nuovi associati si dedichino attivamente nei quadri direttivi alla vita della sezione.
Si augura che le sezioni rispondano con più impegno alla chiamata del CDR per la giornata formativa.
Ringrazia la sezione di Dietlikon per l’ottima organizzazione e la squisita ospitalità.
Commissione per la mozione finale: Dietlikon, 3 aprile 2011